Museo Annigoni
Villa Bardini
Costa San Giorgio, 2
Firenze
tel. 055 20066206

Scarica la brochure
di presentazione del museo
con la biografia completa
dell’artista e il percorso critico
(ed. 2008, file .pdf, 524 Kb)

Il percorso espositivo

1. Guarnieri e Annigoni
Luciano Guarnieri nasce a Firenze nel 1930, figlio di Sabatina Baldi e di Piero Guarnieri, barbiere di via XXVII Aprile. Fin da piccolo mostra una così spiccata inclinazione al disegno da indurre il padre a non ostacolarlo nell'inconsueto «mestiere» di pittore. Così il quindicenne Guarnieri viene presentato a Pietro Annigoni che lo accoglie nel suo studio nell’autunno del 1945. La finezza tecnica innata si perfezionerà gradualmente sul registro stilistico del maestro, arricchendosi di riflessi quattrocenteschi e fiamminghi, o rembrandtiani e goyeschi. In breve, come testimoniano gli intensi ritratti incrociati, Guarnieri diverrà l'allievo prediletto di Annigoni: giovane compagno di strada nell'avventura dei «Pittori Moderni della Realtà» e, dagli anni Cinquanta, vero alter ego nella orgogliosa difesa di una espressione figurativa di stretta osservanza.

2. Nel cerchio virtuoso. Autoritratti e aria di famiglia
La pittura di Luciano Guarnieri ha sempre avuto una profonda nota intimista. Nei ritratti della moglie, Dolores Angleton, e dei figli, Francesco e Lorenzo, tale nota emerge in tutta la sua evidenza poetica. Dolores è stata una presenza amorosa e quieta nella vita del pittore: donna, musa, madre, portatrice di una bellezza raffinata ed elegante, che neppure la malattia ha potuto ghermire.
Nei ritratti dei figli Guarnieri ha dimostrato invece la sua capacità analitica e la sua tenerezza di padre-pittore. Negli autoritratti l'artista rivela la parte più misteriosa del suo carattere: la sua tensione introspettiva viene liberata senza sconti né scorciatoie. Ne nascono quadri nei quali la bellezza è accompagnata da una vibrante inquietudine.

3. Nella luce del mondo. I viaggi di Luciano Guarnieri
Con incredibile senso dell'opportunità, Guarnieri è stato presente nei luoghi nei quali la Storia stava scrivendo pagine indimenticabili: è stato testimone della resistenza dei praghesi ai carri armati sovietici, ha visto e registrato la nascita dello Stato di Israele nell'immediato dopoguerra, ha visitato la Cina in anni nei quali quell'immenso Paese era avvolto nel mistero. Ha dipinto la luce d'Irlanda, ha reso omaggio agli Stati Uniti, in particolare a New York, nei modi più vari e imprevedibili. Ha portato nel mondo la sua fiorentinità e l'ha messa a confronto e a contatto con luci, costumi, civiltà che non poteva immaginare, negli anni nei quali il mondo gli si palesava nel filtro dei racconti e delle conversazioni nella bottega di barbiere in cui lavorava suo padre.

4. Guarnieri e Prezzolini
Luciano Guarnieri e Giuseppe Prezzolini si incontrano per la prima volta a Firenze nell'estate del 1957, ma la loro amicizia nasce ed ha come ideale cornice l'America. A New York, dove per tanti anni ha ricoperto la carica di direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, ed è ora professore a riposo della Columbia University, vive infatti Prezzolini, in una soffitta arrampicata sui tetti che vede passare intellettuali come Moravia e Montanelli, e che Guarnieri, sbarcato in America nell'autunno del '57, prenderà ben presto a frequentare. Il legame che unisce i due non è soltanto quello che si stabilisce fra maestro e allievo, ma si costituisce piuttosto come inedito campo di affinamento reciproco: il razionale Prezzolini scopre attraverso Guarnieri il pensiero per immagini, mentre la concisione e l'energia prezzoliniane a poco a poco vanno a modellare il linguaggio del pittore.